Guillermo del Toro e Luc Besson l’hanno fatta fuori dal vaso, cercando di ridare vita a due capolavori come Frankenstein e Dracula.
E io ho buttato poco meno di cinque ore della mia vita dalla finestra per vedere queste due schifezze di film.
E io ho buttato poco meno di cinque ore della mia vita dalla finestra per vedere queste due schifezze di film.
E dire che, con questi due registi, mi aspettavo dei lavori fatti come si deve.
Cosa è successo?
Io un’idea me la sono fatta, perché l’ho già visto tante volte e non solo nel mondo del cinema ma anche della letteratura e della musica (se vi vengono in mente altri campi, prego, scriveteli pure nei commenti).
Del Toro e Besson si sono adagiati.
Forti della loro fama, dei soldoni, dell’idea di essersi fatti un’esperienza sul campo, si sono creduti arrivati e sono caduti nella trappola dello hybris.
Secondo me mettersi a confronto con certi tipi di lavori, specie quelli ispirati a opere monumentali, richiede un altissimo livello di umiltà.
I due registi non lo hanno avuto e i film sono quello che sono.
Partiamo da una considerazione: nessuna delle pellicole è fedele al romanzo da cui proviene, e non è abbastanza originale da innalzarsi con successo diventando un’opera parallela di riferimento altrettanto gradita (prendete per esempio la serie tv Hannibal, che va di pari passo con i romanzi di Tom Harris e i film tratti da essi).
Frankenstein non sfiora nemmeno l’ineguagliabile maestria di Kenneth Branagh che ha girato il film e ha anche interpretato il dottor Frankenstein, con un grande Robert De Niro nei panni della Creatura.
Il film è lento, a tratti noioso, artificioso.
Non ci sono emozioni, non c’è impatto, sembra di vedere una recita scolastica.
Oscar Isaac sembra lavorare con il freno a mano, non è a suo agio nella parte e l’uso eccessivo dell’AI da parte del regista per generare tutte le scene riguardanti la Creatura toglie il macabro piacere di vedere l’oscenità della vita che ritorna dalla morte, perché si capisce che è finto e quindi non si entra in empatia.
Dracula è ridicolo all’inverosimile. Niente a che vedere con il Dracula di Coppola, immortale, o con l’audace Dracula Untold, tanto meno con l’originale Miriam si sveglia a mezzanotte.
Gli attori (eccetto Christoph Waltz che, nonostante sia frenato, recita comunque sempre bene) sono di livello bassissimo.
Il Conte non possiede nessun potere soprannaturale, è stata inserita la baggianata dell’uccidiamo il vampiro matrice così liberiamo tutti (grazie alla serie I diari del vampiro per questa inutilità) e ci sono persino i feromoni con cui Vlad attira a sé tutte le donne (suore comprese) per cercare di capire se una di loro è la sua Elisabetta incarnata!
Sottolineo anche la pessima performance di Matilda De Angelis, con la sua vampira metà schizofrenica e metà Nymphomaniac: dopo cinque minuti ho desiderato che sparisse dal film. Pessima pellicola, soprattutto senza capo né coda.
Certo che se questi sono gli inizi delle nuove frontiere del cinema, io faccio fagotto e torno ai vecchi, cari anni d’oro.



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