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Assasination Nation: ecco la nostra società in un film

Il Rambaldi vedeva la Madonna (se non avete visto Amici Miei, non potete capire). Io ho avuto la stessa epifania quando mi sono imbattuta per caso in Asassination Nation, di Sam Levinson.
Il film è uscito nel 2018, è passato in sordina e dopo qualche ricerca ho anche scoperto che non è piaciuto a molti critici.
Non mi stupisco: sempre più spesso i film da dieci e lode fanno pena, quindi è normale che una pellicola molto criticata sia in realtà una vera chicca.


Ma di che parla?
Di quattro amiche, studentesse adolescenti con una doppia vita, sempre alla ricerca del loro posto nel mondo, e una dipendenza dai social media (come i ragazzi di oggi).
Quattro amiche e la comunità in cui vivono, Salem, ci tengo a dire una comunità di "bravi e virtuosi cittadini".
Salem, il paesino del famoso processo alle streghe.
A un certo punto un hacker, la cui identità ci verrà svelata solo nel finale, riesce a entrare negli account di computer e cellulari di ogni abitante della città e comincia a sputtanarli.
Motivo? Perché si annoiava, come dirà nel finale.

E grazie alla sua geniale idea per ammazzare la noia, a Salem scoppia il putiferio.
Gli abitanti, ammantati di ipocrisia e perbenismo, una volta sputtanati cominciano a perdere la testa e comincia un’escalation di inaudita violenza, di bugie e processi mediatici dove i giudici sono gli inferociti cittadini di Salem.
Quando Lily, la protagonista, viene ingiustamente accusata di essere l’hacker, inizia anche una caccia spietata a lei e alle sue amiche che devono morire.


Ora, parto da un’osservazione personale.
Se metti la tua vita, le tue foto, i ca**i tuoi in rete, sei un imbecille.
Se ti hackerano e ti sputtanano, il problema è solo tuo.
Detto questo, procedo con la recensione.

Il film è pazzescamente fantastico.
È la lucida spiegazione della banalità del male, di come da una menzogna (l’accusa contro Lily) nasce una tragedia che cresce grazie alle calunnie e all’assenza totale di giustizia, di controllo, di ricerca della verità.
Infatti Lily e le sue amiche, per salvarsi, dovranno lottare con le unghie e con i denti.

Assassination Nation è uno di quei film che va visto, che non deve essere sottovalutato.
Al di là delle immagini forti, della sua ironia dark e dei suoi omaggi ad altri film (c’è un fortissimo richiamo a Quentin Tarantino, per esempio), il film è un ritratto agghiacciante del mondo di oggi dove non conta essere sinceri, onesti e con la testa sulle spalle.
È importante solo il numero di falsità che si mettono in giro, è importante solo calpestare gli altri per sentirsi vincitori.