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The changeling: quando la realtà fa più paura della finzione

Non lasciatevi ingannare dal titolo, non si tratta del film di Clint Eastwood, ma è una pellicola altrettanto bella.
The Changeling (in italiano Changeling - Lo scambio) è la pellicola girata nel 1980 da Peter Medak, con gli attori protagonisti (marito e moglie nella vita) George C. Scott e Trish Van Devere.


Il film è classificato come un horror ma secondo me è molto, molto di più.
Forse perché non tutti sanno che la pellicola è tratta da una storia vera, raccontata dal musicista Russell Hunter che ne ha fatto anche un romanzo e ha curato la sceneggiatura del film.
Ma di cosa parla questo film?

(La vera casa dei Carmichael, prima dell'incendio)

Tutto inizia da Russell, che perde la moglie e la figlia in un terribile incidente.
Dopo un periodo di depressione accetta di insegnare musica nell’università di Denver (Colorado) e va a vivere nella magione di Cheesman Park che è giudicata un’importante dimora storica.
Ma qualcosa non quadra.
Dapprima da solo e poi con l’aiuto di Claire, la donna che lo ha aiutato a trovare casa e che diventerà la sua compagna nella vita, inizia a indagare fino a risalire a una verità agghiacciante: in quella casa è stato ucciso un bambino.
Russell indaga fino a scoprire del piccolo Joseph Carmichael, il figlio paralitico dei vecchi proprietari.
In teoria Joseph però è ancora vivo, è un senatore con moglie e figli.
Cosa non funziona, allora?
Sappiate che la storia è davvero inquietante, tanto nel film quanto nella vita vera di Russell: il piccolo Joseph è davvero morto, è stato ucciso dal padre e con lui altri due bambini.
È una storia macabra, di pedofilia e di denaro.
Una storia che si risolve con una tragica punizione che coinvolge il falso Joseph, che si rivela anche lui una povera vittima inconsapevole.



Il film è molto bello.
Non aspettatevi splatter o violenze gratuite, questo è un thriller con sfumature horror in cui sono le emozioni a occupare il primo posto.
Le atmosfere un po’ gotiche hanno un fascino particolare, George C. Scott riesce a infondere una grande profondità nel personaggio di Russell e anche il resto del cast trovo che sia stato molto bravo.
Quello che rimane alla fine del film è un grande senso di vuoto e tristezza, per il piccolo Joseph, per il suo involontario sosia e per tutte le vittime della cospirazione della famiglia Carmichael che si è comportata in un modo orrendo, criminale e immorale.

È un film da guardare?
Certo, anche più di una volta.
E se per caso avete una pallina in casa, nascondetela prima che possa cadere da sola dalle scale o rotolare in corridoio.
Così, per precauzione!

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